top of page

La tempesta di autunno: in arrivo oltre 1,3 miliardi di Euro al mese tra cartelle e altri atti di riscossione

2 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min


ASSOPAM CONDIVIDE L'ALLARME DI FEDERCONTRIBUENTI: IL FISCO NON PUÒ DIVENTARE UN FATTORE DI IMPOVERIMENTO DELLE FAMIGLIE E DI PARALISI DELLE IMPRESE.

Condividiamo pienamente le preoccupazioni e l'impostazione dell'analisi dell'Avv. Giuseppe Giannone, Responsabile del Dipartimento Difesa Tributaria di Federcontribuenti.

Come ASSOPAM – Associazione Nazionale Operatori del Credito, osserviamo quotidianamente le difficoltà di famiglie, professionisti e piccole imprese, sempre più esposti a una pressione economica che rischia di compromettere non soltanto la capacità di far fronte agli obblighi fiscali, ma anche l'accesso al credito e la stessa continuità delle attività produttive.

Non si può pretendere di riscuotere ciò che cittadini e imprese non sono più materialmente in grado di pagare, senza interrogarsi sulle conseguenze economiche e sociali di tale rigidità.

Il problema non è mettere in discussione il dovere di contribuire alle entrate dello Stato, ma garantire che la riscossione avvenga secondo criteri di proporzionalità, sostenibilità ed equità.

Sosteniamo pertanto la necessità di interventi strutturali, di una maggiore flessibilità nelle rateizzazioni e soprattutto di un confronto concreto tra Governo, sistema bancario, amministrazione finanziaria e rappresentanze degli operatori economici.

Un sistema fiscale che indebolisce la capacità produttiva e un sistema creditizio che non riesce ad accompagnare chi attraversa difficoltà temporanee rischiano, insieme, di aggravare la crisi anziché risolverla.

Per queste ragioni condividiamo e rilanciamo la riflessione dell'Avv. Giuseppe Giannone, auspicando che le istituzioni affrontino con urgenza una questione che riguarda la tenuta economica e sociale del nostro Paese.


Di seguito l'analisi dell'Avv. Giuseppe Giannone, che merita particolare attenzione e un serio approfondimento istituzionale.


ROMA 14 OTT 2026 – Considerando che per il 2026 l’obiettivo di riscossione fissato per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) è di almeno 14 miliardi di euro, e che ad agosto non vengono notificate cartelle di pagamento per la “clemenza” durante la pausa estiva, è ragionevole aspettarsi, per i mesi da ottobre a dicembre, invii per circa 1,3 miliardi di Euro ogni singolo mese.


Molti di questi invii riguarderanno cartelle di pagamento, altri saranno relativi ad intimazioni di pagamento (che concedono appena 5 giorni per pagare cartelle notificate oltre un anno addietro), altri riguarderanno magari “solo” attività cautelare (preavvisi di fermo amministrativo o di iscrizione ipotecaria).


Seppur l’attività della ex Equitalia sia migliorata rispetto al passato per quanto riguarda la precisione e tempestività degli invii, non si può sottacere che il “magazzino” dei crediti non riscossi vale ad oggi oltre 1.100 miliardi di Euro e che, soprattutto, la percentuale storica di recupero effettivo si attesta attorno ad un modesto 10%.


Questo non vuol dire automaticamente che la probabilità di riscontrare errori favorevoli al contribuente (decadenze, prescrizioni, notifiche viziate o illegittime) sia del 90%, ma significa chiaramente che di fronte a un’intimazione di pagamento o a un nuovo atto esecutivo, non bisogna mai prendere quanto notificato come Vangelo.


Il nuovo scenario economico: l’illusione della rottamazione e il ceto medio che evapora. A rendere la situazione esplosiva non è solo l’aggressività della macchina fiscale, ma il profondo mutamento del contesto socio-economico in cui si trovano a vivere famiglie e imprese.


Migliaia di contribuenti avevano aderito con fiducia alle definizioni agevolate e alla rottamazione-quinquies delle cartelle esattoriali, individuando a suo tempo una rata teoricamente sostenibile. Oggi, però, i conti non tornano più:

L’impennata del costo della vita: l’aumento dei prezzi del carrello della spesa, dei carburanti e delle bollette energetiche ha prosciugato la liquidità residua delle famiglie.


Casa e credito sotto pressione: gli affitti sono schizzati alle stelle e il costo del denaro rimane elevato. Le banche, sempre più selettive nell’erogazione del credito, erigono muri invalicabili sia per i mutui che per i finanziamenti personali.


Il cortocircuito creditizio e le segnalazioni bancarie: non potendo accedere a prestiti a tassi ragionevoli per far fronte alla congiuntura economica e alle rate del Fisco, molti cittadini rischiano di saltare le scadenze bancarie. Le banche e le finanziarie moltiplicano le segnalazioni negative nelle Centrali Rischi e nei sistemi di informazione creditizia, condannando famiglie e imprese alla paralisi finanziaria totale.


Pressione fiscale record: con una pressione fiscale effettiva che sfiora il 44%, il ceto medio sta letteralmente evaporando, schiacciato tra tasse insostenibili e risposte istituzionali inadeguate.


Cosa pensa di fare il Governo di fronte a questo scenario? Vogliamo davvero assistere all’assurdo paradosso di un Fisco che emette nuove cartelle esattoriali sulle rateizzazioni decadute delle vecchie cartelle, trasformando la riscossione in una spirale senza fine?

Se non si interviene subito con soluzioni multilaterali e strutturali, salterà il banco e con esso la tenuta sociale del Paese.


La proposta di Federcontribuenti: le misure urgenti per evitare il default di famiglie e imprese

Di fronte a un’emergenza di queste proporzioni, la sola protesta non basta. Serve un cambio di rotta politico e legislativo immediato basato su quattro pilastri di proposta:

Rimodulazione dinamica e allungamento dei piani di rientro: Consentire una flessibilità automatica sui piani di rottamazione e sulle rateizzazioni ordinarie. Se le condizioni economiche generali peggiorano, il contribuente deve poter estendere il piano fino a 120 rate mensili o saltare temporaneamente una rata senza decadere dal beneficio e senza subire sanzioni capestro.


Sospensione dei crediti inesigibili e pulizia reale del magazzino fiscale: Prendere atto che l’80-90% dei 1.100 miliardi del magazzino esattoriale riguarda crediti inesigibili o prescritti. Continuare a spendere denaro pubblico per inviare intimazioni e preavvisi di fermo su crediti vecchi di decenni è una follia gestionale che serve solo a gonfiare i bilanci e a terrorizzare i cittadini.


Moratoria sulle segnalazioni bancarie in Centrale Rischi durante la re-rateizzazione: Introdurre una norma urgente rivolta agli istituti di credito e alle finanziarie per sospendere o ritardare le segnalazioni negative in Centrale Rischi nei confronti di contribuenti e imprese che dimostrino di essere in fase di rinegoziazione dei debiti o in temporanea illiquidità a causa delle uscite fiscali. Fortunatamente il Fisco non effettua segnalazioni in Centrale Rischi, ma è il sistema bancario che oggi finisce per soffocare definitivamente chi si trova in affanno col Fisco.

Istituzione di un Tavolo Multilaterale Governo-Banche-Fisco: Il Governo deve farsi promotore di un accordo di sistema che permetta forme di garanzia o flessibilità incrociata, evitando che il rigore nell’incasso delle cartelle esattoriali distrugga il tessuto produttivo e il rating bancario delle famiglie italiane.

Federcontribuenti è al vostro fianco

Federcontribuenti non accetta che i cittadini vengano trasformati in bancomat dello Stato in un momento di crisi sistemica.


Siamo al fianco di tutti i contribuenti – famiglie, professionisti e piccole imprese – per verificare la legittimità, la correttezza e la fondatezza degli atti ricevuti (cartelle, intimazioni, preavvisi di fermo o ipoteca). Il nostro obiettivo è instaurare un dialogo solido e tecnicamente impeccabile con l’Amministrazione Finanziaria, contestando gli errori formali e sostanziali e difendendo con forza i diritti di chi produce e vive in questo Paese.

Per una verifica immediata delle cartelle e degli atti notificati, il Dipartimento Difesa Tributaria di Federcontribuenti è a disposizione tramite i nostri sportelli e canali ufficiali.


A cura dell’Avv. Giuseppe Giannone (Responsabile Dipartimento Difesa Tributaria Federcontribuenti) e della Redazione di Federcontribuenti


 L'analisi dell'Avv. Giuseppe Giannone, che merita particolare attenzione e un serio approfondimento istituzionale

 
 
 

Commenti


Ultimi Post 
Archivio

Associazione Nazionale Professionisti, Agenti e Mediatori Creditizi 

Via Rubens n. 7 - 20148 Milano 

C.F. 97811590583 

Legalmail assopam@pec.it 

  • Facebook Clean
  • LinkedIn Clean

- Per non dimenticare mai - 

Falcone e Borsellino.jpg Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia e della legalità in Italia. La loro eredità morale ispira l’impegno di ASSOPAM a difesa della trasparenza, dell’etica e della giustizia nel settore del credito e dei servizi finanziari.

Associazione Iscritta Registro Trasparenza

Ministero dello Sviluppo Economico

n.2025-1744971072371-44

privacy.jpg
MISE_edited.jpg
bottom of page